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Parola della Domenica

 

6 Gennaio 2026 -

Epifania del Signore

 

 

L'annuncio della Pasqua

 

Fratelli e sorelle, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno. Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza. Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 5 aprile. In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte. (Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi: le Ceneri, inizio della Quaresima, il 18 febbraio. L’Ascensione del Signore, il 17 maggio. La Pentecoste, il 24 maggio. La prima domenica di Avvento, il 29 novembre. Anche nelle feste della Santa Madre di Dio, degli Apostoli, dei Santi e nella Commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore. A Cristo, che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli. R. Amen.

 

 

I canti del tempo

 

Abbiamo iniziato questo tempo di Natale contando gli anni che dalla creazione condussero alla nascita di Gesù, riconoscendo, con grato stupore come il Signore del tempo abbia intrecciato la salvezza nelle trame della storia. Oggi, nella solennità della manifestazione (cioè Epifania) del Signore alle genti, ascoltiamo il canto di un altro conteggio, non rivolto più al passato, ma al futuro prossimo, e non contato più in secoli o anni, ma in giorni. L’Annuncio del giorno di Pasqua e delle altre feste che da essa dipendono. Riconosceremo quindi il camminare del Signore accanto a noi, riempiendo di sé i nostri giorni ed orientandoli al futuro, al Suo ritorno nella gloria.

“È ragionevole pensare che questa tradizione rituale sia nata nell’antichità perché solo pochi eruditi erano in grado di calcolare astronomicamente ed esattamente le date mobili delle festività, legate ai cicli solari e lunari.[…] L’uso più antico di calcolare e redigere ogni anno un calendario liturgico è attestato ad Alessandria d’Egitto, notoriamente stimata per gli studi astronomici; il Patriarca di questa gloriosa chiesa d’Africa fu incaricato dal Concilio di Nicea (325) di inviare a tutta la cristianità di allora le cosiddette “Lettere festali”, nelle quali si indicava la data della Pasqua; è documentato come san Cirillo di Alessandria (+ 444) notificasse ogni anno al Papa di Roma il calcolo della data della Pasqua perché Roma, a sua volta, la trasmettesse a tutte le Chiese. L’attuale prassi celebrativa non serve più, ovviamente, a notificare le date delle feste, ma evidenzia come la piena manifestazione (cioè l’Epifania) di Gesù Cristo, come Verbo di Dio e Salvatore del mondo, adombrata nella sua Epifania ai santi Magi, si sveli e si realizzi pienamente con la sua Pasqua di morte, sepoltura e risurrezione”. (don G. Di Donna)

Notiamo una piccola coincidenza: come i Magi, studiando il cielo riconoscono nello spuntare della stella il tempo del sorgere del “Re dei Giudei” come Bambino, così la Chiesa di Alessandria studiando il cielo, vi riconosceva la data della Pasqua, pienezza del tempo, nel mistero del “Re dei Giudei” crocifisso e risorto per la salvezza di tutta l’umanità, e l’annunziava a Roma e al resto della Chiesa. Chi sa studiare il cielo riconosce e annunzia la pienezza del tempo, il sorgere ed il compiersi della salvezza per tutti nel nostro tempo.

 

*È interessante che la melodia proposta per questo canto sia la stessa usata nell’Exsultet, l’inno che apre la Veglia Pasquale, come un ponte melodico che ci trasporta già nel clima della gioia pasquale.

Abbiamo cominciato e concludiamo il tempo di Natale soffermandoci su due inni antichissimi e assai particolari che riconoscono e celebrano il Cristo come centro, inizio e culmine della storia e del tempo. (Curioso che dentro questo tempo liturgico sia racchiuso anche il capodanno, quasi come se fosse la nascita del Signore a dare il via al nostro anno nuovo). Una cornice musicale che celebra Gesù Cristo come culmine e pienezza del tempo cosmico e compagno di cammino ai nostri giorni.

Così lontano e così vicino. così grande e così piccolo. così CIELO e così TERRA.

 

 

 

 

 

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